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LA STORIA
La leggenda racconta che la storia dei Prodigy inizia durante un rave party all'inizio del 1990 quando Liam Howlett conobbe Keith Flint, in quel momento uno dei piu' apprezzati d.j rave. Fu sufficiente contattare un vecchio amico di Keith, Leeroy Thornhill, per decidere di dar vita alla band il cui nome "THE PRODIGY" fu ispirato dalla prima tastiera acquistata da Liam, una "moog prodigy". Dopo alcuni concerti, Liam ottene un contratto con la XL Label per la quale venne inciso il loro primo singolo: "WHAT EVIL LURKS", 7.000 copie vendute e ben presto un anthem per i club hardcore e rave. A questo disco fecero seguito altri 3 singoli, in particolare da ricordare "CHARLY (Alley Cat Mix)" prima della realizzazione dell'album d'esordio nel 1991 "THE PRODIGY EXPIERENCE". Supportato da un tour di 23 date, il disco ottenne un buon successo di pubblico anche se alcuni fans della prima ora abbandonarono la band accusandola di essere divenuta troppo commerciale. Tutto questo non
disturbò comunque il lavoro di Liam e compagni che all'inizio del 1993 iniziarono a lavorare al loro secondo album "MUSIC FOR THE JILTED 
GENERATION" che impose i PRODIGY all'attenzione della critica internazionale. Il settimanale inglese New Musical Express, in quell'occasione arrivò addirittura a definire Liam Howlett il "Beethoven dei giorni nostri" e l'album, composto da un'incredibile miscela di break beats, jazz-funk grooves,  hip hop e techno,  raggiunse in pochi giorni il n.1 nella classifica dei dischi più venduti in Inghilterra e superò il milione di copie diffuse nel mondo. Nei primi mesi del
1996, in occasione della pubblicazione del singolo "Firestarter", con Keith Flint alla voce, vennero diffuse le prime voci sul futuro album della band. In questo periodo iniziarono anche le critiche nei confronti dei PRODIGY da parte di alcuni genitori che accusavano la band di aver realizzato un video, quello di "Firestarter", diffuso nel programma della BBC "Top of the Pops", troppo violento e non adatto ad un pubblico giovanile. Nel frattempo il singolo vendette qualcosa come 750.000 copie ed i Prodigy, ormai considerati ovunque "la più importante band elettronica", tentarono di pubblicare un ulteriore assaggio del loro prossimo album, "Minefields", singolo che però non venne mai posto sul mercato ma che circolò più o meno legalmete sotto forma di cassetta venduta da alcuni anche 100 sterline. Nel novembre '96, mentre era ritenuta ormai
imminente la pubblicazione del terzo disco, esce "BREATHE", singolo da 700.000 copie vendute nella sola Inghilterra. Sarà solo nell'estate '97 che apparirà "FAT OF THE LAND" il disco che, come previsto, consolida la fama della band.
 
 
THE FAT OF THE LAND

Sin dalle prime note di "SMACK MY BITCH UP" si avverte che quello che abbiamo inserito nel nostro lettore sarà un CD che nondimenticheremo facilmente. La scena anglossassone, ci sta
mandano segnali di cambiamento; ci arrivano sonorità sempre più complesse, apparentemente "solo dance" ma in realtà estremamente elaborate. "FAT OF THE LAND" sembra ammonirci che il "rock é morto", almeno nelle sue forme più tradizionali, ma il suo spirito é ancora vivo e vegeto, semplicemente si manifesta ricorrendo a strumenti diversi. Sono campionamenti elettronici 

ticipi di quella che comunemente chiamamo "techno", batterie che emanano ritmi incontrollati, chitarre dilatate e lancinanti, voci tipicamente hip-hop, insomma il cocktail con più ingredienti che abbiate mai assaggiato. Per i Prodigy l 'aggressività e la rabbia che traspare dalle canzoni potrebbero essere solo un espediente sonoro, ma non credete a chi dice che sono l' "ennesimo fenomeno commerciale". Certo, sono circondati da ottimi esperti di marketing, ma se pensate che David Bowie, durante le date previste con i Prodigy, ha affermato che lui avrebbe dovuto suonare come supporter e non la band di Liam ecc.,  probabilmente sarete anche voi d'accordo che un ascolto attento a questo disco non può essere evitato.